strange days

Rivelazione:
 
Esiste qualcosa, o qualcuno….e legge i blog.
 
Ora tutto sta a capire se ha un maledetto senso dell’umorismo, o se nella sua infinta potenza s’arride con massima noncuranza delle nostre quotidiane tragedie.
 
Dopo un Lunedì nero passato come un lupo in gabbia, assaporando ogni telefonata futile, ogni sprizzo di malcelata ed animalesca furbizia, dopo aver capito che se esiste il concentrato di stupidità sarà senz’altro prodotto in qualche sotterrano dell’azienda dove lavoro FINALMENTE timbro il fottuto cartellino e chiudo il mio personale inferno fatto di delicati balletti sociali.
 
E mi calo in ciò che ora è la valvola di sfogo per eccellenza.
 
Corro su un pavimento di linoleum blu, sembra più una piscina che una palestra, sarà per le curiose gocce di sudore che ruscellando sulla mia fronte si incollano a terra con torbidi impatti. Sarà per la musica alienante che vi regna. Ossessiva, lenta, penetrante, mi spegne la mente ed i sentimenti. La mia realtà si restringe:, non c’e ieri, non c’e domani, c’e solo il bruciore dei muscoli stanchi e il tetro spettacolo  di me stesso che mena sul colpitore mentre digrigno i denti.1,2,5,10,20 calci in rapida successione. L’ossigeno viene a mancare, il rombo del sangue nelle orecchi aumenta a dismisura, il cuore impazza libero, mentre concludo la serie. Avrei voglia di cadere a terra e respirare, mi forzo di rimanere in piedi, le mani davanti a me, per pochi lunghi secondi mentre velocemente ci si appresta ad andare via. Resisto.
 
Il dopo allenamento è però ancora piu impegnativo.
 
Disciplino il corpo, ma la mente corre libera…
…vorrei sognare di noi assieme e di infinite possibilità da esplorare…sogno di potermi scrollare di dosso gli ultimi anni morti passati a guardar vivere gli altri.
Decidiamo una meta insolità, ed è villa Borghese con tutto il suo nascosto e barocco splendore a farci da ospite. Improvvisamente tutto ciò che conta sono i suoi occhi che mi guardano le labbra mentre parlo, mentre mi incazzo di cose che più non mi appartengono. Le parlo di Serena, di come le cose non sono andate, di come strani ncontri avvenivano prima che decidessi di chiudere, di come ne sono rimasto ferito Domenica alla cena.
 
Con granitica esperienza seziona i miei discorsi, più predatrice che donna, riducendoli a strutture prive di significato. Mi sento per la prima volta in difficoltà, la sensazione di venir battuto sul mio campo mi stimola come niente prima, l’eccitazione della sfida rende il discorso unico, il momento irripetibile.
 
E con lei CHIUDO.
 
Con rapidi passi arrivo a vedere che non c’e futuro nello starle accanto, che la promessa di pochi estatici istanti di felicità vorranno essere ripagati da ore di sofferenza. Non ne vale la pena. non ora che vedo la strada da cui vengo in fiamme, e quella che mi si allunga davanti chiusa da ostacoli insormontabili.
 
Inaspettatamente rimane male, io che credevo fosse tutto controllo e disciplina, scopro quanto umana e simile a me lei sia. Studia le persone, le testa, le mette alla prova come ho sempre fatto anche io. Non si fida di nessuno, filtra la propria realtà per prendere solo ciò che e fa comodo. Nulla di nuovo anche qui posso vantare discreta esperienza.
Ma mai mi sarei aspettato di parlarle in un tempietto classico e circolare mentre fuori piove. E mentre il gioco dello scoprirsi continua inesorabile arriva l’inaspettato, il passo che segna la mia già eccezionale giornata. Per un secondo crolla la maschera e vedo gli occhi che vi si celano dietro. C’e luce da qualche parte, e vederne il blu brillare senza posa è un invito seducente. Mi piacerebbe scorgerci una promessa, un segno che quantomeno l’ammalarmi d’amor per lei non sia per forza destinato a far la fine d’Icaro.
 
Parla, e per un po è sogno, per stasera sarà comunque insonsapevolmente mia. Anche se da qualche parte nella mia mente so che le cose non saranno mai facili, per un po lascio correre tutto: mando affanculo le vocine, i consigli, le attenzioni, i dubbi ed i miei difetti. E mi sento leggero.
 
Villla Borghese di notte è meravigliosa!
 
"Festina Lente"
 
 
Alessio
 
 
 
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