Ritorni

 
 
Il dolce sapore di un moscato sardo si arrovella ancora tra il palato e la gola. Per strada nessuno. Dappertutto luci gialle tagliano ombre oblique. Strano come il cemento reagisca all’umidità nell’aria, sembra il legno vecchio di una nave che troppe ne ha già viste. Passo sotto l’albero inclinato d’una signora dei mari spiaggiata. Mi chiedo velocemente quante onde avrà solcato quando correva libera su rotte sconosciute. Poi mi rendo conto che questo, la torre di vedetta e le sartie non sono altro che l’ennesimo ponte sotto cui passo per tornare a casa, tutto colorato di territoriali scritte "flowers of carnage". Sospiro. Avrei preferito nelle nari l’odore del mare, l’udire delle onde nel cuore, l’abbacinante vista di infiniti orizzonti negli occhi.
 
Sono già a casa.
 
 
 
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